L'industria delle armi intreccia confusione stupidità e manipolazione
DON MATTEO PASINATO Teologo
Il Novecento fu definito da Hobsbawm (nel 1994) il «secolo breve». Cosa si dirà del nostro secolo? Il «secolo della confusione »? «Della stupidità»? Il «secolo della manipolazione » ?
Un solo fatto può intrecciare confusione, stupidità e manipolazione, per definire il nostro secolo: l’industria delle armi in pieno sviluppo. La produzione economica non appare oggi «confusa»? Lavoratori precari, stipendi da miseria, chiusure di imprese. E dall’altra parte industria delle armi in pieno sviluppo, che si mangia l’intelligenza (progetta ciò che distrugge), e si mangia le risorse (meno sanità, meno scuola … più «spade »). «Confusioni» che poi diventano «contraddizioni »: controllare i «coltelli a scuola» e stoccare armi di tutti i tipi nei magazzini della «ricchezza nazionale ». Controlliamo i coltelli e ci riempiamo di bombe?
E la confusione si intreccia con la stupidità. Stupidità di tanti tipi: stupidità storica (sui muri dell’Italia un secolo fa si scriveva: «armiamoci e partite»), stupidità critica (opinionisti e giornalisti che giustificano cose che umiliano la nostra intelligenza), infine la stupidità generazionale (giovani che si troveranno un futuro che abbiamo loro preparato).
E poi il terzo intreccio, robusto e solido, per tenere insieme confusione e stupidità: la manipolazione (l’intelligenza artificiale preoccupa proprio su questa menzogna globale su tutto e su tutti).
A questo punto, non ci sono molti discorsi «morali » da fare sul triplice intreccio. Si sta sgretolando un «umano elementare»? Il minimo di umano che scompare, quando i fatti non ci confondono più, aggregandoci come instupiditi grazie a metodica manipolazione.
Ci basta un esempio. La Costituzione italiana fonda sul lavoro la vita civile, ma se il lavoro si sgretola per infiltrazioni che lo fanno marcire, quanto reggerà la casa su un fondamento marcio?. Il governo, d’altra parte, è autorizzato dal Parlamento, negli ultimi tre anni, all’incremento di spese militari pari al 20% (con guadagni di quasi il 70% per Società «statali»). Che cosa governa il governo?
Se la produzione di armi «distrugge» (prima di ogni guerra) la produzione vitale e dignitosa di donne e uomini che «conservano » questo mondo, basterebbe una intelligenza «infantile » per dire: ma come si può costruire con quello che distrugge?
Al crescere della produzione di armi, un secondo scossone tocca l’intelligenza (non solo umana ma) cristiana. Perché le motivazioni che proteggono l’ondata violenta dila-gante nel mondo, sono motivazioni religiose. Dal voto a Trump (il «messia» americano), alla conquista animalesca dei coloni israeliani (ai quali «dio» ha dato la terra), fi-no alla guerra contro l’Occidentale (che benedice le truppe di Putin). In Italia non rischiamo un appoggio «religioso» alle armi, ma rischiamo un cristianesimo dove convive la salvezza dell’anima e la distruzione dei corpi.
Un cristiano - per quanto ciò risulti scandaloso – dovrebbe avere qualche certezza (altro che confusione!), un poco di saggezza (altro che stupidità!) e convinzioni (altro che manipolazione!) che … le armi oggi hanno troppi «adoratori » di ogni tipo (politico, economico, religioso). E anche se le produciamo per soldi, le armi in ogni omicidio producono (anche economicamente) un «suicidio ». Non c’è confusione, né stupidità, né manipolazione che tenga.
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