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Dai motori dei caccia ai “satelliti spia” l'industria delle armi è di casa nel Vicentino

ANDREA FRISON

L’apparato militare industriale è oramai di casa anche nel Vicentino. L’ultima relazione presentata dal Governo alle Camere sulle autorizzazioni alle esportazioni di materiali d’armamento e di prodotti inerenti l’industria bellica riporta i nomi di note aziende della nostra provincia: la Forgital di Velo d’Astico, la Marelli Motori di Arzignano, la Fiamm di Montecchio Maggiore e Officina Stellare di Sarcedo.

Nel dettaglio, lo scorso anno Forgital è stata autorizzata ad esportare anelli in acciaio per le turbine del motore F135 destinato ad essere montato sugli aerei d’attacco F35 per un valore di circa 12 milioni di euro; Marelli Motori ha esportato tre motori per i sistemi di propulsione destinati a navi militari per un valore di circa 195 mila euro; officina Stellare ha esportato sistemi di tracciamento ottico per un valore di circa 2 milioni e 500 mila euro; Fiamm ha esportato dispositivi per l’accumulo di energia destinati a veicoli militari per un valore di oltre 26 milioni e 600 mila euro.

LA RELAZIONE DEL GOVERNO

La relazione che contiene queste informazioni è un adempimento annuale che il Governo è tenuto a presentare entro il 31 marzo e previsto dalla legge numero 185 del 1990 che regolamenta le esportazioni, le importazioni e il transito nel nostro Paese dei materiali d’armamento e dei flussi finanziari ad esso collegati. «Si tratta di una legge in vigore da 36 anni, modificata già due volte (una terza modifica è in corso di discussione come raccontiamo a pagina 7, ndr) sempre in una prospettiva di minore trasparenza. Tuttavia, è una legge che dobbiamo tenerci stretta perché permette di esercitare un controllo democratico sulle esportazioni delle armi, un elemento che può influenzare la posizione politica internazionale del nostro Paese». A parlare è Carlo Tombola di Weapon Watch, osservatorio indipendente e autorevole, fornitore, tra gli altri, dei dati utilizzati per i Report sul Sistema Difesa pubblicati dal’Area Studi di Mediobanca. A livello internazionale la legge 185 è considerata «un’ottima legge, quando si è in grado di leggere la relazione che produce - spiega Tombola -. Le autorizzazioni vengono riportate solo una volta che vengono effettuati i pagamenti. Che possono avvenire diverso tempo dopo le consegne dei materiali. Inoltre, è molto difficile tracciare completamente i prodotti: dalla relazione ci si può fare un’idea dei Paesi destinatari, ma a grandi linee. E questo è un elemento di controllo che viene meno». Specie quando si parla di grandi esportatori come Leonardo, «che ogni anno riceve migliaia di autorizzapremio zioni e ha sedi in Israele e negli Stati Uniti, dove non ci sono leggi come la nostra. Praticamente è incontrollabile».

LA PUNTA DELL'ICEBERG

Ma le aziende che compaiono nella relazione sulle esportazioni sono solo la punta dell’iceberg. Propedeutico all’autorizzazione, infatti c’è la richiesta da parte delle aziende di essere inserite nel Registro nazionale delle imprese, istituito anch’esso dalla legge 185 del 1990, per quelle imprese operanti nel settore della progettazione, produzione, importazione, esportazione, manutenzione e lavorazioni comunque connesse di materiale di armamento. Solo agli iscritti al Registro Nazionale posso essere rilasciate le autorizzazioni ad iniziare trattative contrattuali e ad effettuare operazioni di esportazione, importazione, transito di materiale bellico. Il Registro permette dunque di allargare la prospettiva sulle aziende vicentine inserite nella filiera bellica. Vi fanno parte, per esempio, la bassanese Metalba (iscritta per la prima volta nel 2016, nel 2025 ha rinnovato l’iscrizione con il nome Metalba Aluminum) e, dallo scorso anno, la scledense Ecor International. Quest’ultima nel 2022 è stata una delle 16 aziende italiane a ricevere il Leonardo Supplier Award, che l’azienda (per il 32% a partecipazione pubblica) riconosce ai fornitori. Unica realtà premiata quell’anno in Veneto, Ecor International produce componenti critici in acciaio e leghe speciali per velivoli e sistemi complessi. I dispositivi prodotti dall’azienda vengono montati sui velivoli Eurofighters. Inoltre, Ecor International ha compartecipazioni in NPC azienda controllata pariteticamente con Curti Costruzioni Meccaniche che opera nelle manutenzioni dei carri armati Leopard.

Le Acciaierie Valbruna fanno invece parte dell’Aiad, Federazione delle aziende italiane per l’aerospazio, la difesa e la sicurezza. Valbruna, come si può facilmente leggere sul sito aziendale, produce canne e componenti per armi in acciaio inossidabile.

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